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Tutto quello che bisogna sapere sulle dark kitchen: cosa sono e come influenzano la ristorazione delivery

Tutto quello che bisogna sapere sulle dark kitchen: cosa sono e come influenzano la ristorazione delivery
21 Ottobre 2021 Redazione
Dark Kitchen

Le dark kitchen, letteralmente cucine nascoste, rappresentano una tendenza sempre più in voga nell’ambito della ristorazione. In particolare, è stato individuato uno stretto legame con il Food & Cocktail delivery: la motivazione sarà chiara non appena spiegheremo in cosa consiste questo fenomeno.

Ma cosa sono precisamente le dark kitchen? Si tratta di un’attività ristorativa di nuova generazione che prevede soltanto asporto e consegna a casa. Una cucina a sé stante, per così dire, nella quale i clienti non si siedono a un tavolo ma si limitano a scegliere le pietanze che desiderano consumare altrove.

Potrete capire benissimo perché tale sistema si sia tanto sviluppato negli ultimi anni: il periodo del Covid-19 ha reso quasi necessaria una soluzione di questo tipo, considerando tutte le norme e le restrizioni connesse alla ristorazione – l’esigenza di ridurre al minimo i contatti, di ampliare lo spazio tra i tavoli ecc.

Le dark kitchen, quindi, sono state un ottimo metodo per evitare il fallimento di diverse attività. Hanno permesso a molti ristoratori di “restare in piedi” e di continuare a lavorare proponendo i propri prodotti al pubblico.

Dark kitchen e delivery: un legame imprescindibile

È quindi intuibile il rapporto che si è creato tra le dark kitchen e la consegna a domicilio. I piatti sono preparati nella “cucina nascosta”, e poi vengono portati direttamente all’indirizzo selezionato (o ritirati sul posto).

Per adeguarsi a questi cambiamenti, i ristoratori hanno dovuto adottare degli strumenti ad hoc. Per esempio, dei registratori di cassa con gestionale in cloud che si collegano a una app: con quest’ultima, l’utente effettua l’ordine senza muoversi dalla propria abitazione. Una soluzione integrata di questo tipo è fornita da Gruppo Pixel ed è finalizzata a un’amministrazione smart del locale a 360°.

Nel complesso, il format delle dark kitchen non può prescindere dal servizio delivery. Infatti non esiste una sala destinata ai pasti degli ospiti, e le vivande possono essere mangiate solo in un altro luogo. Il meccanismo è veloce e agevole, anche grazie alle varie piattaforme che si occupano della distribuzione del cibo e che recapitano i pranzi, le cene e gli spuntini in pochi minuti.

Nonostante la fase di crisi che abbiamo vissuto, non è diminuita la domanda nel settore della ristorazione: si è posto semplicemente il bisogno di sperimentare nuove soluzioni per venire incontro alle richieste della clientela ed evitare assembramenti. Ed ecco che hanno preso piede le dark kitchen.

Come ottenere un buon successo con le dark kitchen?

Per portare al successo una dark kitchen è indispensabile rispettare alcuni accorgimenti. Tra questi:

  • curare l’aspetto “virtuale” del proprio business: il sito web, le pagine social e così via, per diffondere in maniera capillare l’attività;
  • svolgere una periodica analisi dei dati, per comprendere quali caratteristiche sono in linea con le necessità dei clienti e quali invece vanno modificate;
  • avere un menu versatile e aggiornarlo spesso;
  • coltivare la relazione con la community, che se fidelizzata continuerà a ricorrere alla vostra dark kitchen.

Chi possiede una dark kitchen deve provvedere a una buona presenza online, fondamentale per la visibilità e la popolarità del tutto. Sono d’aiuto i post sui social network, le foto e i video, nonché gli eventi da promuovere di tanto in tanto. Non dimenticate gli sconti e le offerte, che vi faranno emergere tra i competitors (tantissimi ristoratori hanno optato per le dark kitchen, specialmente da un paio di anni a questa parte).

Sono basilari anche le recensioni degli utenti, per il passaparola e per la fama di una dark kitchen. Di conseguenza, è importante che il servizio sia duttile, meticoloso ed efficiente in ogni circostanza.

A proposito dell’analisi dei dati: questo studio è essenziale per delineare il target di riferimento e per accontentarlo in tutto e per tutto. Ad esempio, ci può essere una dark kitchen che funziona soprattutto all’ora di pranzo, e che dovrà dunque offrire una vasta selezione di primi; oppure una collocata nei pressi di un’università, dove saranno ordinati principalmente panini, pizzette ecc. tra una lezione e l’altra.

Le dark kitchen possono essere molto diverse l’una dall’altra, proprio come i ristoranti veri e propri. Ci sono quelle che forniscono più pietanze di carne o di pesce, vegetariane o vegane, incentrate sul fast food e chi più ne ha più ne metta.

Perché le dark kitchen sono così popolari?

Abbiamo visto cosa sono le dark kitchen, e come sono organizzate. Ma come mai hanno segnato un passo in avanti così significativo nel campo della ristorazione?

La risposta a questo interrogativo è duplice:

  • l’evoluzione tecnologica cui è andata incontro la nostra società;
  • l’emergenza Covid-19.

Come tutti i rami, anche quello del food è stato condizionato dall’innovazione a livello tecnologico. I canali online, gli smartphone e in generale il digitale hanno causato profonde modifiche in quest’ambito: un numero sempre maggiore di persone utilizza il cellulare o il tablet per farsi consegnare a domicilio il cibo. Ancora meglio se si ha l’opportunità di personalizzare il menu, come accade con le dark kitchen.

Di certo a questa tendenza ha contribuito anche il Coronavirus, con l’esigenza di rimanere a casa e di evitare il contatto con gli altri. In un simile contesto, il cliente percepisce una maggior sicurezza nel consumare i pasti tra le mura domestiche che non in un ristorante o in un bar, con la possibilità di riceverlo direttamente al proprio domicilio o di recarsi al punto ritiro previsto pochi minuti prima rispetto all’orario prefissato.

Le diverse tipologie

Per concludere, possiamo vedere quali sono i diversi tipi di dark kitchen esistenti nel panorama attuale.

Dobbiamo distinguere innanzitutto quelle:

  • tradizionali, che si basano in particolare sul delivery;
  • take-away, presso cui è possibile recarsi per prendere qualcosa da asporto.

Le prime sono più strettamente legate alla tecnologia e ai dispositivi digitali, le seconde implicano un maggiore contatto con lo staff. Più che altro, le dark kitchen take-away rappresentano un ponte di contatto tra le moderne dark kitchen e i classici ristoranti.

Ci sono, poi, le dark kitchen esternalizzate: queste si occupano solo della preparazione delle pietanze, e affidano a terzi l’imballaggio, la consegna e così via. Ricordiamo anche le dark kitchen multibrand, di proprietà di più aziende per l’ottimizzazione delle spese.

Una postilla: le dark kitchen sono note anche con altri nomi, come cloud kitchen, ghost kitchen e virtual kitchen. Sono un’eccellente scelta per molti ristoratori che, per un motivo o per un altro, non riescono a trarre profitto dal loro locale fisico. Necessitano di una costante comunicazione con il pubblico e di un regolare aggiornamento, e hanno consentito di mantenere a galla numerose attività in una fase tanto critica come quella attuale.

Conclusioni

I registratori di cassa di Gruppo Pixel, che abbiamo citato prima, sono straordinariamente funzionali per le dark kitchen. Come già abbiamo evidenziato, questi possono essere connessi a una app per ordinare direttamente da casa. Il tutto in modo pratico e rapido, con pagamenti online o alla consegna, e con tanto di timer per la gestione dei tempi di attesa.

Inoltre, il sistema gestionale in cloud consente di raccogliere tutti i dati necessari sull’andamento della cucina, da analizzare per l’ottimizzazione della dark kitchen e, perché no, per finalità di marketing. Richiedi informazioni e scopri tutti i dettagli su Cassa in Cloud Risto, l’innovativa soluzione che consente alle attività ristorative di fare un deciso salto di qualità… a partire dal punto cassa!